DRAMATIS PERSONAE

DRAMATIS PERSONAE
Castel Dell'Ovo, Napoli
dal 16 gennaio al 14 febbraio 2016

A cura di Virgilio Patarini, Zamenhof Art
In collaborazione con Comune di Napoili - Assessorato alla Cultura

Nota critica introduttiva

Dietro ogni volto una storia: dietro ogni figura ritratta in un quadro, in una foto o in una scultura si nasconde una storia. Ciascuna di queste presenze umane evoca un mondo, richiama alla memoria, o alla immaginazione, una possibile narrazione. Non è solo figura, dunque, ma anche e soprattutto personaggio. Nel pieno rispetto del titolo: “Dramatis personae”, infatti, in latino significa semplicemente, “personaggi”.
I colori, le forme, le espressioni, i gesti, i contesti che caratterizzano le figure rappresentate hanno la forza, di volta in volta, di alludere a intrecci, situazioni, vicende, di cui quello che vediamo immortalato sulla tela, fissato sulla pellicola o plasmato nello spazio è solo un istante, un fotogramma, un momento forte in cui si condensano, in potenza, tutti i momenti futuri e si concentrano, come in una sorta di precipitato, tutti i momenti passati.
“Carpe diem”, insegna Orazio: cogli l’attimo. Anzi, non “cogli”, ma “afferra”, “ghermisci”, per fare una traduzione più puntuale. Ed è questo che fanno gli artisti di questa mostra, in ogni opera, ed è questo che a loro volta devono fare gli spettatori davanti a ciascuna opera, usando l’immaginazione..
Poi certo le modalità con cui i vari artisti selezionati “strappano l’attimo” sono molto diverse tra loro: diverse le poetiche, diversi gli stili. Ma comune è la capacità (e la volontà, più o meno consapevole) di condensare storie, emozioni, vicende nello spazio circoscritto di una singola opera, passando dalla dimensione “diacronica” della narrazione a quella “sincronica” dell’opera d’arte. E facendo di un quadro, una foto o una scultura un crocevia di situazioni. Un crogiolo.
Volendo poi seguire il filo rosso di una interpretazione in chiave teatrale delle diversità stilistiche e di poetica tra tutti questi autori, si evince che la parata di personaggi che attraversa questa mostra e ancor di più l’omonima pubblicazione è decisamente variegata: si va dalle presenze tragiche di Benigna, Boscolo, Patarini e Orsenigo che irrompono sulla scena col loro carico di inquietudine, alle figure da teatrini metafisici di Conte, Besson, Bracci, Vito Carta o Stramacchia, figure che per lo più galleggiano in uno spazio astratto e rarefatto; dalle figurine da commedia ottocentesca della Artegiani o della Longhitano Ruffilli alle maschere comiche, giocose e post-moderne della Ritorno, di Lo Giudice, Natali; dalle dive da rotocalchi degli anni Sessanta di Marilena Rango ai personaggi immersi in un’aura di poesia o di fiaba come quelli di Ninotti e Presti, che paiono affiorare da un dramma di Strindberg o di Garcia Lorca, dalle citazioni-tableaux vivantes tratte da quadri famosi di Tortelotti alle sequenze pseudo-cinematografiche delle foto della Carrera e di Boselli, dalle silhouettes femminili sbirciate dietro un fondale di tulle di Lombardo, alle scene di vita quotidiana della Da Riva, della Doni e della Mietitore, o alle sacre rappresentazioni laiche delle Sindoni di De Santi... e così via.
Personaggi drammatici accanto ad altri comici o grotteschi, evanescenti figure poetiche accanto a solide presenze carnali, in una ridda di stili teatrali mischiati tra loro che forse assomiglia alla tragicomica varietà di questi nostri tempi confusi.
Tempi in cui facilmente la tragedia si risolve in farsa. E viceversa.
Virgilio Patarini
Ufficio di Milano - cell. 377.46.89.785
email: zamenhof.art@gmail.com
sito: www.zamenhofart.it

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