Ombre

Mostra fotografica collettiva

15-21 novembre 2014
Spazio E2
Alzaia Naviglio Grande 4, milano


Ombre - monica mietitore
EQUILIBRIARTE


Gruppo E Fotografi: Ombre
Alessandro Baito, Fiorenzo Bordin, Ivano Boselli, Valentina Carrera, Liliana Casadei,
Paola Gatti, Serena Groppelli, Marco Lombardo, Monica Mietitore, Luigi Profeta,
Alessandra Repossi, Francesco Romoli, Susanna Serri, Pavel Vavilin

L'ombra, nominata per il proprio suo vocabolo, è da esser chiamata alleviazione di lume
applicato alla superficie de' corpi, della quale il principio è nel fine della luce, ed il fine è nelle
tenebre.
La differenza che è da ombre a tenebre è questa, che l'ombra è alleviamento di luce, e tenebre è
integralmente privamento di essa luce.
L'ombra deriva da due cose dissimili l'una dall'altra, imperocché l'una è corporea, e l'altra
spirituale: corporea è il corpo ombroso, spirituale è il lume; adunque lume e corpo son cagione
dell'ombra. (Leonardo da Vinci, Trattato della Pittura)

L'ombra è parte essenziale del modo di percepire il reale, così che ogni rappresentazione del reale non può evitare di considerare il suo rapporto con l'oggetto rappresentato.
Dalle parole di Leonardo si giunge poi a riflettere sul fatto che il valore del dialogo luce-ombra assume sempre una connotazione spirituale, un evidente invito a meditare sulla relazione con l'indefinito, oggi diremmo con il livello analitico psicologico.
E' la relazione tra la luce e il corpo che determina le forme, grazie alla creazione di piccole e grandi ombre, deboli o forti, quel chiaroscuro che è alla base di ogni tecnica rappresentativa.
Anche quando ci troviamo di fronte ad un lavoro privato di ogni accenno d'ombra, in effetti, non possiamo fare a meno di utilizzare questa informazione per interpretarne il significato complessivo. Se come artisti si decide di fare a meno dell'ombra è perché si ha senza dubbio la necessità di esprimere qualcosa anche grazie a quella mancanza.

Il tema dell'ombra viene affrontato dal Gruppo E secondo tre sue accezioni fondamentali: come prodotto di una luce proiettata su un corpo, come percezione sfumata di un corpo a causa di un filtro naturale o di una tecnica rappresentativa particolare, infine come luogo in cui la luce non arriva.
In tutti questi casi si realizza un'operazione intellettuale che tende verso due possibili direzioni, opposte e complementari: da una parte la magia di una percezione non definita crea un senso d'eleganza e piacere estetico, dall'altra considerare l'esistenza pura dell'ombra ci conduce alla semplice idea che il mondo non può esistere senza un lato oscuro che possa definirne esattamente il lato luminoso.
Alessandro Baito

In collaborazione con

Zamenhof Art Milano
Cooperativa Letteraria Torino

Contatti
Spazio E
Alzaia Naviglio Grande 4, Milano
aestdelleden@libero.it

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